Newsletter per ecommerce

Newsletter per l’ecommerce: come aumentare vendite e fidelizzazione

Aggiornato a ottobre

Cos’è una Newsletter per l’ecommerce ….e, soprattutto, come può migliorare Ricavi e Utili? Partiamo dalla definizione: la newsletter è uno strumento di comunicazione digitale che consente di inviare contenuti personalizzati e periodici via email a un database di clienti e potenziali acquirenti.

È progettata per informare, promuovere prodotti o servizi, fidelizzare i clienti e incrementare le vendite. Le newsletter per l’ecommerce combinano offerte, aggiornamenti, consigli personalizzati e storytelling per mantenere alto l’engagement e favorire la conversion rate, ottimizzando il ritorno sugli investimenti (ROI). È tra i canali di marketing più economici, perché il pubblico è già vostro e ogni invio costa pochi centesimi.

La newsletter però non funziona da sola: rende al massimo quando è un parte di una strategia di marketing. Advertising, SEO e social portano nuovi visitatori sul sito, ma solo una parte compra alla prima visita. L’email è il canale che recupera chi non ha acquistato e trasforma chi ha acquistato in un cliente abituale.

È anche l’unico canale davvero vostro. Il traffico da Google o dai social dipende da algoritmi e costi che non controllate. La lista iscritti, invece, è un patrimonio dell’azienda, che cresce di valore con ogni cliente acquisito.

In un piano strategico la newsletter svolge quattro ruoli:

  1. Conversione: con i flussi automatici (carrello abbandonato, welcome series) completa il lavoro iniziato dall’advertising e dalla SEO.
  2. Fidelizzazione: con le campagne periodiche (offerte, novità, contenuti) mantiene viva la relazione e genera riacquisti.
  3. Efficienza della spesa: ogni vendita ripetuta via email abbassa il costo d’acquisizione medio e libera budget per le altre leve.
  4. Raccolta di dati: aperture, clic e acquisti alimentano la segmentazione, le audience delle campagne a pagamento e le decisioni su assortimento e prezzi.

Per questo obiettivi e KPI della newsletter vanno definiti insieme a quelli degli altri canali in ottica aziendale. La domanda giusta non è “quante email ho aperto?”, ma “quanto fatturato e margine porta l’invio di una newsletter rispetto agli altri canali di acquisizione clienti?”.

Come realizzare una Newsletter per l’ecommerce  

Le newsletter sono uno strumento strategico di fidelizzazione della clientela, economico ed efficace se utilizzato in maniera professionale e selettiva. Ognuno di noi, infatti, riceve tantissime email e molte di queste vengono cestinate senza essere lette. Partendo da questa premessa, è chiaro che l’efficacia delle Newsletter in larga parte dipende dai contenuti e dall’interesse che genera in chi la riceve. Se, ad esempio, ricevo una newsletter perché iscritto ad un database a cui per caso ho dato l’autorizzazione ma i miei interessi non sono per nulla pertinenti alla comunicazione che ricevo, la possibilità che la newsletter venga letta è prossima allo zero. Se, al contrario, ricevo una comunicazione da un sito a cui mi sono consapevolmente iscritto che parla con competenza e professionalità delle mie passioni, le probabilità che la newsletter incontri il mio interesse diventano molto più elevate.

Come costruire la lista iscritti (nel rispetto del GDPR)

Una lista piccola di iscritti consapevoli vale più di un database grande e comprato. Chi riceve email che non ha chiesto non le apre e le segnala come spam, danneggiando la reputazione del vostro dominio. I canali di raccolta email più efficaci per un ecommerce sono 3.

  • Popup o banner di iscrizione con un incentivo chiaro (sconto sul primo ordine, spedizione gratuita).
  • Checkout: casella di consenso marketing separata, mai preselezionata.
  • Contenuti utili: guide, lookbook, avvisi di ritorno disponibilità.

Dal punto di vista legale che non è tra le competenze del team E-development abbiamo imparato 3 regole fondamentali:

  1. Tenete separati il consenso marketing e le email di servizio (conferme d’ordine, spedizioni).
  2. Usate il double opt-in: l’iscritto conferma l’indirizzo con un clic e la lista resta pulita.
  3. Ai clienti esistenti potete scrivere per prodotti analoghi a quelli già acquistati anche senza consenso esplicito (il cosiddetto soft spam, art. 130 c.4 Codice Privacy), purché ogni email offra la disiscrizione.

In generale vi consigliiamo di affidarvi ad un consulente legale specializzato in privacy, DPO (Data Protection Officer) e GDPR (General Data Protection Regulation).

Cosa fare per preservare la base clienti di un ecommerce

Accanto alla necessità di ampliare la customer base è altrettanto importante lavorare sulla fidelizzazione. Essendo la base clienti uno dei pochi asset aziendali è fondamentale porre in essere una serie di accorgimenti e porsi 4 domande chiave:

  1. Ogni quanto inviare? Per la nostra esperienza 1 invio ogni 2 settimane rappresenta un buon compromesso. Se i temi o le offerte sono interessanti il numero di invii può anche salire a 1 a settimana. Se le disiscrizioni o le segnalazioni di spam crescono, state scrivendo troppo.

  2. Cosa scrivere? Uno dei temi in assoluto che suscita maggiore successo per campagne DEM sono le Offerte. Un cliente che riceve da uno store online da cui ha già comprato la comunicazione di un’offerta, di un codice sconto o di spedizioni gratuite, molto probabilmente leggerà la comunicazione e ne sfrutterà i vantaggi.

  3. A chi inviare? Sulla base delle comunicazioni che intendiamo proporre ai clienti può essere strategicamente utile scegliere se inviare la DEM a tutti o selezionare dei sottogruppi sulla base di criteri di profilazione che potranno essere definiti di volta in volta (es. pubblico femminile, over 40, acquisti realizzati in passato). Se, ad esempio, intendo promuovere un cosmetico di bellezza anticellulite è inutile inviare la DEM all’intero database dei clienti. Può essere certamente più efficace rivolgere la comunicazione a donne dai 25 anni in su che hanno già comprato un prodotto di quella categoria o di quel brand.

    I segmenti più utili per partire:

    • clienti che hanno acquistato una categoria specifica;
    • clienti alto-spendenti (VIP);
    • iscritti che non hanno mai acquistato;
    • clienti inattivi da oltre 6 mesi.
  4. Come scriverla?
    Oggetto breve e specifico: è il primo fattore che decide il clic.
  • Poche parole, immagini leggibili, un pulsante con un’azione chiara (“Scopri”, “Acquista”).
  • Layout pensato prima per lo smartphone e testato sui principali client di posta.
  • L’AI aiuta a generare varianti dell’oggetto da testare (A/B test) e a personalizzare i prodotti mostrati in base agli acquisti precedenti.

Perché la newsletter conviene: ricavi, utili e costo del cliente

La newsletter conviene perché fa comprare di nuovo clienti che avete già pagato per acquisire. Ogni riacquisto ottenuto via email abbassa il costo d’acquisizione del cliente in rapporto al suo valore nel tempo (LTV).

I numeri lo confermano. Nel benchmark Klaviyo 2024 i flussi automatici generano fino a 30 volte il ricavo per destinatario delle campagne singole (fonte). Il flusso del carrello abbandonato è il più redditizio, con una media di 3,65 dollari per destinatario e un tasso di conversione del 3,33% (fonte).

Sul conto economico di un ecommerce questo si traduce in margine: le vendite da email hanno un costo marketing marginale vicino allo zero, a differenza di quelle di altri canali di acquisizione.

Gestisci la Customer Base ed Analizza i Dati 

Come per qualsiasi altro canale di traffico gestione ed analisi dei dati sono 2 attività ad alto valore aggiunto.

  • Il database va gestito. Ci sono siti ecommerce che raccolgono tutti i dati internamente e gestiscono le newsletter utilizzando moduli e plug integrati al sito. Altri preferiscono rivolgersi a piattaforme esterne come mail up o mailchimp. Con queste piattaforme è facile ed intuitivo creare delle DEM graficamente coerenti con l’ecommerce, a costi anche contenuti. Inoltre, queste piattaforme forniscono preziosi report che consentono di valutare l’efficacia di ogni invio (utenti attivi, aperture, click).
  • Usare uno stile della comunicazione efficace. Semplicità e creatività vincono sempre. Più si è semplici, maggiore potrà essere l’efficacia della DEM. Poche parole, scelte con cura ed immagini chiare e leggibili, pulsanti che spingono all’azione (es. compra, leggi, ecc) e, soprattutto, l’oggetto sono elementi importanti per ogni newsletter.
  • Visualizzazioni sui dispositivi mobili. L’uso sempre rilevante di smartphone da parte degli utilizzatori di internet in Italia impone una verifica delle visualizzazioni sui principali dispositivi mobili, diversi dai tradizionali pc.
  • Monitora i Risultati. Analizza i dati di ogni invio in maniera strutturata. Troppi numeri non servono. Analizzare le KPI “giuste” può indirizzare il business e le scelte sulla Newsletter nella direzione più corretta.

I KPI da monitorare (con un esempio di calcolo)

La KPI che conta di più è il ricavo per destinatario, perché lega ogni invio al fatturato. Il tasso di apertura, invece, non è più affidabile: dal 2021 Apple Mail Privacy Protection scarica le email in automatico e gonfia le aperture.

I KPI dell’email marketing per l’ecommerce

KPI Cosa misura Come si calcola
Ricavo per destinatario Quanto rende ogni email consegnata Ricavi attribuiti ÷ email consegnate
Click rate (CTR) Interesse reale per il contenuto Clic unici ÷ email consegnate
Tasso di conversione Capacità di trasformare l’interesse in ordini Ordini ÷ clic unici
Tasso di disiscrizione Pertinenza e frequenza degli invii Disiscrizioni ÷ email consegnate
Tasso di spam Rischio per la deliverability Segnalazioni ÷ email consegnate
Quota di fatturato da email Peso del canale sul totale Ricavi email ÷ ricavi totali

Un esempio ci aiuta a rendere più semplici i concetti. Inviate una campagna a 10.000 iscritti, con un CTR del 2% e un tasso di conversione sui clic del 5%. Il carrello medio è di 60 €. Questo il funnel.

  • Clic: 10.000 × 2% = 200
  • Ordini: 200 × 5% = 10
  • Ricavi: 10 × 60 € = 600 €
  • Ricavo per destinatario: 600 € ÷ 10.000 = 0,06 €

Con un costo della piattaforma di poche decine di euro al mese, il margine dell’invio è quasi tutto utile. Confrontate questo Ricavo per destinatario con quello dei vostri flussi automatici per capire dove investire tempo. Questi dati vanno inseriti nel vostro controllo di gestione, non lasciati nella dashboard della piattaforma.

Nelle nostre esperienze i migliori risultati li abbiamo da una farmacia online con un forte brand ed una rete di farmacie fisiche ben radicate sul territorio che dopo oltre 5 anni di raccolta email e politiche per rafforzare il brand ha raggiunto con l’email marketing il 32% del fatturato totale.

E-development al servizio delle PMI che vogliono entrare nel Mondo Ecommerce 

E-development è un Management Team di professionisti della Digital Economy. Con oltre 20 anni di esperienza nella Start Up e nella Gestione di progetti Digitali abbiamo attivato un modello strutturato che punta all’analisi e al miglioramento dei risultati aziendali attraverso l’Innovazione. Insomma…. guardiamo innanzitutto i RISULTATI.

Se vuoi saperne di più contatta Massimiliano Masi (m.masi@e-development.it )