Seo per l'ecommerce

SEO per l’ecommerce. Cosa fare per avere più traffico organico

La SEO per l’ecommerce, in un contesto in rapido cambiamento per la presenza sempre più importante dell’AI, sta progressivamente cambiando mantenendo alcuni asset che da sempre sono alla base di una corretta indiczzazione. Le esperienze con ecommerce di successo come www.farmamy.com e www.happycasa.it ci hanno insegnato metodo ed azioni per creare traffico organico su un ecommerce.

In sintesi, per fare SEO su un ecommerce devi:

  1. progettare un’architettura di categorie chiara, con URL e breadcrumb coerenti;
  2. scrivere schede prodotto originali, complete e con recensioni
  3. risolvere i problemi tecnici tipici: filtri, duplicazioni, velocità, prodotti esauriti;
  4. ottimizzare le pagine di categoria e di brand;
  5. rendere i contenuti chiari e citabili anche per i motori AI;
  6. misurare tutto con Search Console e GA4, collegando la SEO al fatturato.

Cos’è la SEO per l’ecommerce

Con l’acronimo SEO (Search Engine Optimization) si intendono tutte quelle attività volte a migliorare  l’indicizzazione e la catalogazione dei prodotti, da parte dei crawler dei  principali motori di ricerca (quali ad es. Google, Yahoo!, Bing,ecc.) al fine di migliorare (o mantenere) il posizionamento nelle SERP (pagine di risposta alle interrogazioni degli utenti del web).

Negli ultimi anni con la presenza sempre più forte dell’AI la SEO sta assumendo un ruolo importante anche come base per le risposte che arrivano da parte dei modelli di intelligenza artificiale generativa.

Quali sono le differenze tra la SEO di un ecommerce e la SEO dei contenuti?

C’è una differenza sostanziale che riguarda l’obiettivo: la SEO dei contenuti punta a generare traffiico; la SEO di un ecommerce punta a vendere. Le basi e gli strumenti sono gli stessi, ma cambiano gli obiettivi e di consuguenza le pagine da ottimizzare, i problemi tecnici e il modo di misurarne il successo.

Differenze tra SEO per ecommerce e SEO dei contenuti
Aspetto SEO di un ecommerce SEO dei contenuti (blog, magazine)
Obiettivo Vendite e fatturato Visite, lettori, contatti
Intento di ricerca Commerciale: “comprare”, “prezzo”, modello Informativo (“come”, “cosa”, “perché”)
Pagine chiave Schede prodotto Articoli, guide, pagine pillar
Numero di pagine Decine di migliaia, spesso simili tra loro Decine o centinaia, ognuna unica
Contenuto Descrizioni brevi, video, recensioni, foto Testi lunghi e approfonditi
Problemi tecnici tipici Filtri, duplicazioni, prodotti esauriti, scansione Cannibalizzazione tra articoli, contenuti datati
Durata delle pagine Cambiano con il catalogo (prezzi, disponibilità) Restano valide a lungo, con aggiornamenti periodici
KPI principale Ricavi e conversioni da traffico organico Traffico, tempo di lettura, lead generati

In uno sviluppo “strategco” le due cose lavorano insieme. Un ecommerce che si posiziona bene usa i contenuti editoriali per intercettare le domande che precedono l’acquisto (“come scegliere un albero di natale”) e li collega ai prodotti pertinenti. Così il blog porta traffico e autorevolezza, e le pagine prodotto lo trasformano in vendite.

Perché la SEO per l’ecommerce conta e conterà anche con l’AI

La SEO resta il canale con il costo d’acquisizione più basso per un ecommerce: un prodotto in prima pagina su Google porta visite ogni giorno senza costo per clic. Per questo la SEO ha sempre rivestito un ruolo strategico nell’ecommerce.

Oggi è ancora così nonostante la presenza delle App di AI generativa. L’ingresso dell’Intelligenza artficiale sta modificando sia il modo in cui le persone cercano su Google che gli strumenti che utilizzano per le ricerche.Sempre più spesso gli utenti, soprattutto i giovani, usano Cluade o ChatGPT per fare le ricerche e non più Google.

Alcuni numeri ci aiutano a dare una portata al fenomeno: Secondo Sensor Tower, tra maggio e giugno 2026 Claude è cresciuto su base annua di circa il 640%, contro il 62% di ChatGPT.  I 2 progetti, però, partono da una base dversa: maggio 2026 l’app ChatGPT aveva circa 1 miliardo di utenti mensili e Claude 56 milioni.

Ma non sono cambiati solo gli strumenti, è cambiato anche il modo in cui vengono realizzate le ricerche su Google.

  • Google comprende il significato, non solo le parole chiave. Gli aggiornamenti degli ultimi anni premiano contenuti utili, scritti da chi conosce davvero i prodotti, e penalizzano le pagine fatte in serie.
  • Le risposte generate dall’AI occupano la parte alta dei risultati. AI Overviews su Google, ChatGPT Search, Perplexity e Copilot riassumono le informazioni e citano le fonti più chiare e affidabili.
  • La ricerca di prodotti è più conversazionale. Le persone chiedono “qual è il miglior albero di natale da 210 cm“, non solo “Albero di Natale”.

La conseguenza pratica: le basi della SEO restano indispensabili, ma i contenuti devono essere anche facili da estrarre e citare. È quello che oggi si chiama GEO (Generative Engine Optimization).

Come migliorare la SEO per l’ecommerce

Come spesso accade glii errori commessi su progetti come www.farmamy.com e www.happycasa.it ci hanno auitato a definire un metodo che valeva 10 anni e contnuerà ad essere utile con strumenti che nel tempo cambieranno e si evolveranno. Ecco 4 linee guida che in 20 anni non sono mai cambiate.

  1. L’attività di SEO fa parte della progettazione e realizzazione del sito e-commerce. E’ sempre preferibile che chi si occupa di progettazione del sito web sia anche chi si occupa di SEO. Purtroppo capita spesso, che  consulenti e agenzie SEO, specialmente di più piccole dimensioni, vengono contattati per intervenire quando il sito è già online. In questi casi il lavoro da fare è molto più grande e impegnativo, quindi anche più costoso.
  2. Partite da una corretta Sitemap. E’ necessario costruire una mappa del sito precisa e dettagliata. Se si costruisce correttamente l’architettura informativa, strutturando correttamente le URL e gestendo i contenuti difficilmente si possono verificare duplicazioni. Evitate duplicazione di URL, ID o contenuti ma anche di copiare le descrizioni da altri siti e-commerce.
  3. Lavorate al meglio sull’usabilità (link e navigazione interna). Lavorate accuratamente nell’organizzare i prodotti in categorie e sottocategorie, tale divisione deve poi ripercuotersi nella struttura delle URL. In questo modo i breadcrumb creeranno un percorso, grazie a link e anchor text adeguati, dai prodotti alle categorie e sottocategorie di appartenenza.
  4. Lavorate costantemente sui contenuti. “Le parole sono importanti” diceva Nanni Moretti nel film “Palombella Rossa”. Anche nella SEO e nella GEO le parole sono fondamentali. Vanno aggiornate costantemente, migliorate ed integrate, se necessario, con altri strumenti di comunicazione come video ed immagini.

I contenuti come fattore di Successo dell’attività SEO 

All’nterno della sfera dei contenuti il team E-development ha individuato 4 “comportamenti virtuosi” da realzzare per migliorare l’indicizzazione organica di un ecommerce.

  1. Automazione e SEO non vanno d’accordo. Usate la testa e cercate di progettare il vostro sito ecommerce ragionando come “clienti che cercano e voglio acquistare dei prodotti”. Automazione e SEO sono generalmente due parole che non si devono accoppiare.
  2. Procedete per Step. Se volete fare dei cambiamenti, fate dei test. Se il tutto funziona applicatelo anche al resto del sito, sempre per porzioni, ridurrete i tempi e gli errori.
  3. Create dei report e controllate i Key numbers su Google Analytics. Tracciate e verificate tutti i dati su Google Analytics come facciamo su E-development con il Web View report, un metodo di Analisi e codifica dei Numeri chiave di un ecommerce. Ti aiuterà a capire quali sono le aree da migliorare.
  4. Utilizzate Contenuti originali. News, contenuti sono utili se originali e orientati alle conversioni. Foto, immagini e schede prodotto per vendere online, sono fondamentali. Il tutto ottimizzato per keyword selezionate.

Cosa Fare per avere un buon posizionamento su Google  

Per iniziare ecco 3 semplici consigli per non sbagliare:
#1 Contenuti SEO Oriented
Come già accennato precedentemente gli algoritmi di Google ma anche le appa di AI generativa premiano la qualità dei contenuti e soprattutto la loro attinenza e rilevanza con le keywords. Scrivere contenuti in ottica SEO aiuta il posizionamento organico e la rilevanza per Google.

#2 Scegli Keywords appropriate. 

Nella scelta delle keyword è applicabile la teoria della “Long Tail” di C. Anderson, secondo la quale i prodotti di nicchia avranno molte più possibilità di profitto. Per applicare questa teoria in ottica SEO, è quindi preferibile scegliere molte parole chiave specifiche (con meno concorrenza ed un migliore tasso di conversione ) piuttosto che poche generiche (con molta concorrenza e basso tasso di conversione).

#3 Monitorare i Risultati
E’ buona regola verificare periodicamente (ogni 2 settimane ) il posizionamento del proprio sito e-commerce rispetto alle Keywords sule quali abbiamo puntato il nostro interesse (non più di 10). Analizzare le KPI attraverso uno strumento come il Web Vew report ideato e realizzato da E-development è un ottimo modo per presidiare al meglio l’andamento del tuo ecommerce.

Come ottimizzare le schede prodotto

Tra le tante azioni da realizzare per mgliorare la SEO di un ecommerce mi piace soffermarmi sulle schede prodotto. Una scheda prodotto ottimizzata risponde a tutte le domande che il cliente farebbe a un commesso in negozio. Più è completa e originale, più è probabile che si posizioni su ricerche specifiche e che converta.

Cosa non può mancare:

  • Title e H1 descrittivi: tipologia di prodotto + brand + caratteristica distintiva (materiale, misura, colore).
  • Descrizione originale. Non copiare le descrizioni del fornitore: le stesse frasi sono già su decine di altri siti e Google non ha motivo di preferire la tua.
  • Specifiche tecniche strutturate in elenco o tabella: misure, materiali, compatibilità, cura e manutenzione.
  • Foto proprie e di qualità, con nome file e testo alternativo (alt) descrittivi. Se puoi, aggiungi foto in contesto e un video.
  • Recensioni dei clienti: aggiungono contenuto unico, parole usate dai clienti e fiducia. Sono anche un segnale importante per i motori AI.
  • FAQ di prodotto basate sulle domande reali arrivate al servizio clienti.
  • Informazioni commerciali chiare: prezzo, disponibilità, tempi e costi di spedizione, reso.

Su cataloghi con migliaia di prodotti non si riscrive tutto in una volta. Parti dai prodotti ad alto margine, con piiù disponbiltà e con più potenziale di ricerca, misura i risultati e poi estendi agli altri, una porzione alla volta. E’ l’approccio che abbiamo usato su HappyCasa, e che ha prodotto ottimi risultati, dando priorità ai prodotti più marginali in accordo con l’ufficio acquisti.

Su Farmamy, invece, in un contesto competitivo più complesso come quello delle farmacie online, siamo partiti da “nuovi prodotti”. Il ragionamento che abbiamo fatto, seguendo la teoria della “lunga coda” è stato: se i prodotti che si vendono di più sono presidiati dai leader di mercato meglio concentrarsi sui nuovi prodotti che hanno più potenziale di crescita e meno concorrenza.

AI e schede prodotto. Come usare l’Ai senza perdere qualità

Oggi l’AI generativa permette di produrre descrizioni e testi su cataloghi di migliaia di prodotti. Usata bene fa risparmiare molto tempo; usata male genera pagine tutte uguali che Google considera di scarso valore. Le regole che abbiamo seguito nei nostri progetti è molto semplice.

  1. Parti dai dati, non dal prompt: specifiche, materiali, domande dei clienti e recensioni sono la materia prima che rende un testo unico.
  2. Dai all’AI un modello chiaro di tono, struttura e informazioni obbligatorie per ogni categoria.
  3. Fai sempre controllare da una persona che conosce i prodotti, a partire da quelli più importanti.
  4. Automatizza ciò che è ripetitivo: title, meta description e attributi tecnici si prestano bene a modelli e regole.

SEO per i motori AI: cos’è la GEO e come applicarla a un ecommerce

La GEO (Generative Engine Optimization) è l’ottimizzazione dei contenuti in modo che siano compresi e citati come fonte dalle varie App di Intelligenza artificiale. Non sostituisce la SEO, anzi si appoggia sulle stesse basi, ma dà più peso alla chiarezza e all’affidabilità delle informazioni.

Come sempre per passare dalla teoria alla pratica; questi sono alcuni consigli applicati dal team E-development.

  • Rispondi subito. Apri ogni pagina e ogni sezione con una risposta diretta di una o due frasi, poi approfondisci.
  • Usa titoli in forma di domanda dove ha senso, come fanno gli utenti quando scrivono a un assistente AI.
  • Struttura le informazioni: elenchi, tabelle di confronto, specifiche e FAQ sono più facili da estrarre di un testo continuo.
  • Porta dati e prove: numeri, casi reali, esperienze dirette. Un contenuto con fatti verificabili ha più probabilità di essere citato.
  • Rendi riconoscibile chi scrive e chi vende: pagina “Chi siamo” completa, autori con biografia, contatti, recensioni su piattaforme esterne. È ciò che Google chiama E-E-A-T (esperienza, competenza, autorevolezza, affidabilità).
  • Cura la reputazione fuori dal sito: recensioni, menzioni e citazioni su altri siti influenzano ciò che l’AI dice del tuo brand. Ne parliamo in maniera più dettagliata nella guida all’Online Reputation per l’ecommerce.
  • Non bloccare i crawler dei motori AI nel robots.txt, se vuoi essere citato.
  • Mantieni il catalogo coerente ovunque: prezzi e disponibilità uguali su sito, dati strutturati e Merchant Center.

Per misurare la GEO controlla in GA4 il traffico in arrivo da chatgpt.com, claude.ai; perplexity.ai e copilot.microsoft.com, e verifica periodicamente cosa rispondono i principali assistenti AI alle domande sul tuo settore.

Come misurare i risultati della SEO per l’ecommerce: fonti, KPI e metodo.

La SEO di un ecommerce si giudica sul fatturato in generale e su quello organico in particolare. Le posizioni sono una KPI intermedia; ciò che conta è quante vendite arrivano dal traffico non a pagamento.

In E-development le fonti base sono:

  • Google Search Console: impressioni, clic e posizione media per query e per pagina, errori di indicizzazione, Core Web Vitals.
  • Google Analytics 4: sessioni organiche, tasso di conversione, ricavi e valore medio dell’ordine dal canale organico.

I KPI che monitoriamo ogni mese, invece, sono:

Errori SEO comuni negli ecommerce e come correggerli
Errore Conseguenza Soluzione
Descrizioni copiate dal fornitore Contenuto duplicato, nessun vantaggio sui concorrenti Riscrivere partendo dai prodotti a più alto margine
Pagine categoria senza testo Poche possibilità sulle ricerche più ampie Introduzione breve, guida o FAQ sotto i prodotti
Prodotti esauriti in 404 Perdita di link e posizioni 301 verso alternative, pagina online se temporaneo
Nessun dato strutturato Nessun risultato arricchito, CTR più basso Product, Offer, Review, BreadcrumbList
Immagini pesanti e senza alt Sito lento, nessun traffico da Google Immagini Compressione, WebP, alt descrittivi
Due pagine sulla stessa keyword Le pagine si fanno concorrenza tra loro Unire i contenuti o differenziare l’intento
SEO affrontata dopo il lancio Costi più alti, redirect e riscritture Coinvolgere la SEO già in fase di progettazione

Due casi reali: HappyCasa e Farmamy

Su entrambi i progetti la SEO è stata progettata insieme al sito, a partire dalle schede prodotto.

HappyCasa, catena di negozi per la casa con oltre 158 punti vendita in Italia. Abbiamo lanciato l’ecommerce su Shopify in 3 mesi con oltre 5.000 schede prodotto ottimizzate SEO. La strategia organica realizzata dal team interno con la supervisione di E-development ha dato priorità ai prodotti ad alto margine, all’ottimizzazione delle schede e alla reputazione digitale.

Insieme alle campagne a pagamento, il progetto ha raggiunto il break even nel primo anno con oltre 2 milioni di euro di fatturato, saliti a 5 milioni nel secondo.

Farmamy, ecommerce nel settore delle farmacie online. Il sito è stato realizzato su Magento in 3 mesi con oltre 25.000 prodotti ottimizzati SEO. Le schede sono state riviste manualmente dal team E-development con una strategia progressiva. Il Metodo è stato molto preciso dando priorità a 3 tipologie di prodotti:

  1. Top Seller: I prodotti più venduti in base alle analisi di vendita mensili.
  2. Giacenze di magazzino: Sono state ottimizzati prima i prodotti a più alta disponibilità in magazzino.
  3. Nuovi prodotti: Si è privilegiato le schede prodotto dei nuovi prodotti introdotti sul mercato.

L’obiettivo fnale è portare le vendite da traffico organico al 50% del totale in 3 anni.

Domande frequenti sulla SEO per l’ecommerce

  1. Quanto tempo serve per vedere i risultati della SEO su un ecommerce? Di solito i primi miglioramenti si vedono tra 3 e 6 mesi, i risultati consolidati tra 6 e 12 mesi. Dipende dalla concorrenza del settore, dallo stato tecnico del sito e dalla quantità di contenuti da ottimizzare.
  2. Meglio investire in SEO o in Google Ads? Non sono alternative. Google Ads porta vendite subito ma si ferma quando si ferma il budget; la SEO richiede tempo ma riduce il costo di acquisizione nel lungo periodo. La strategia più solida le usa insieme e usa i dati delle campagne per scegliere le keyword su cui puntare.
  3. Qual è la piattaforma migliore per la SEO: Shopify, WooCommerce o Magento? Tutte e tre permettono di fare una buona SEO. Contano di più la struttura del catalogo, la qualità dei contenuti e la velocità del sito. La scelta va fatta su dimensione del catalogo, integrazioni e budget.
  4. Posso usare l’AI per scrivere le schede prodotto? Sì, se la usi partendo da dati reali sul prodotto e fai revisionare i testi da una persona. Testi generici e tutti uguali non si posizionano e non convincono i clienti.
  5. Che differenza c’è tra SEO e GEO? La SEO punta a posizionare le pagine nei risultati di ricerca come Google. La GEO punta a far citare i tuoi contenuti nelle risposte generate dall’AI come chatGPT, Claude.ai o Perplexity. Si basano sugli stessi fondamenti, ma la GEO premia di più risposte dirette, dati verificabili e reputazione del brand.
  6. Ogni quanto va controllato il posizionamento? Un controllo mensile dei KPI in Search Console e GA4 è sufficiente per la maggior parte degli ecommerce. Dopo modifiche importanti, come una migrazione o una nuova struttura delle categorie, conviene monitorare ogni settimana.
  7. Vuoi far crescere il traffico organico del tuo ecommerce? E-development affianca le PMI nella progettazione, nella gestione e nella crescita degli ecommerce, con oltre 20 anni di esperienza in progetti digitali. Partiamo da un’audit SEO del tuo negozio online per individuare gli interventi con il maggiore impatto sul fatturato, e leghiamo una parte del compenso ai risultati.

E-development al servizio delle PMI che vogliono entrare nel Mondo Ecommerce 

E-development è un Management Team di professionisti della Digital Economy. Con oltre 20 anni di esperienza nella Start Up e nella Gestione di progetti Digitali abbiamo attivato un modello strutturato che punta all’analisi e al miglioramento dei risultati aziendali attraverso l’Innovazione. Insomma…. guardiamo innanzitutto i RISULTATI.

Se vuoi saperne di più contatta Massimiliano Masi (m.masi@e-development.it )