Quali sono i settori ecommerce che crescono di più in Italia? Aggiornamento 2026
L’ecommerce continua a crescere In Italia anche se “a macchia di leopardo” ed in maniera meno impetuosa rispetto al periodo post-covid. Il fenomeno, anche in Italia, non è sporadico ma Strutturale. Se allarghiamo, infatti, lo sguardo agli ultimi 10 anni i dati sono impressionati con un fatturato cresciuto costantemente oltre il 10% in un contesto di consumi stagnati a “crescita 0” in assoluta controtendenza con il retail tradizionale.
Possiamo, quindi, dire che l’ecommerce sta erodendo progressivamente quote di mercato ai negozi fisici ed alle catene con una quota di mercato del 11,5% sul totale Retail online + offline [Fonte Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano].
Per essere pù precisi, questo è il trend negli ultimi 3 anni del market share degli ecommerce di prodotto (esclusi i servizi):
- 2024: 0,7%
- 2025: 11,2%, mezzo punto in più rispetto al 2024 italiaoggi
- 2026: 11,5% (valore stmato dall’osservatorio ecommerce B2c Netcomm).
Ma quali sono i settori più promettenti per l’ecommerce in Italia?
All’interno di un contesto in crescita non tutti i segmenti di mercato sono uguali. Con il team E-development abbiamo stilato un’elenco delle caratteristiche che premiano di più e quali sono i settori più promettenti per l’ecommerce in Italia.
- Ricorsività e Marginalità. Senza ombra di dubbio i settori che rispondono meglio all’esperienza d’acquisto di un ecommerce sono quelli che hanno un’alta ricorsività e una marginalità superiore al 20% (ad esempio il settore delle farmacie online o dei prodotti per animali).
- Brand Conosciuti. I clienti online tendono acquistare prodotti conosciuti e, dunque, con marchi importanti. Per questo tipo di prodotti la vendita online risulta di gran lunga facilitata e spesso trainata dalle campagne di comunicazione che vengono realizzate anche in TV dai brand produttori. Il cliente acquista in rete un prodotto che conosce bene, perché così tende a rischiare meno.
- Attenzione al prezzo. Se vuoi investire nell’ecommerce, almeno in Italia, presta massima attenzione al prezzo. Una delle esperienze più ricorrenti alle quali si assiste oggi in Italia è vedere clienti che guardano o provano prodotti in negozi fisici e poi li comprano online se il prezzo è più basso del negozio di almeno il 20%. L’ecommerce è un settore “price sensitve” ed è per questo che sono sempre più frequenti i casi di strategia omnicanale (case history Happycasa) in cui i 2 canali si muovono in sinergia.
- Packaging e dimensioni. Un conto è spedire un pacco molto pesante ed ingombrante;altro è spedire un cosmetico che pesa poco e si tiene sul palmo di una mano. Oltre alle difficoltà logistiche di gestione della spedizione va, anche, valutato l’impatto dei costi di spedizioni. Se sono superiori al 6% valutate attentamente il conto economico per capire se è un business che “si regge” nel tempo.
I settori che sono cresciuti di più in Italia nell’ultimo anno
Secondo l’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano (maggio 2026), nel 2026 gli acquisti online di prodotto in Italia raggiungono i 42,6 miliardi di euro, con una crescita del 6% sul 2025. Il mercato è ormai maturo e la crescita si distribuisce in modo più uniforme tra i comparti:
- Beauty & Pharma. È il settore più dinamico, con un +8% e un valore di 3,6 miliardi di euro. Farmacie online e cosmetica confermano il vantaggio dei prodotti ad acquisto ricorrente e dei brand conosciuti (vedi case history Farmamy).
- Informatica ed Elettronica di consumo. È il comparto più grande in valore assoluto, con 9,5 miliardi (+6%), ed una quota di mercato del 45% dei consumi del settore.
- Abbigliamento. Vale 6,6 miliardi, con una crescita del 5%.
- Food & Grocery. Vale 5,1 miliardi (+5%). La crescita è trainata dal Food Delivery (+7%), che oggi rappresenta il 47% dell’alimentare online
- Arredamento & Home Living. Vale 4,9 miliardi (+5%): un risultato notevole per un settore tradizionalmente legato al negozio fisico.
In controtendenza, Auto e Ricambi rallenta, dopo un 2025 chiuso a +3% e 2,9 miliardi.
L’ecommerce in Italia per settore: crescita, valore e quota di mercato
| Settore | Crescita ultimo anno | Valore ecommerce | Quota di mercato |
|---|---|---|---|
| Beauty & Pharma | +8% | 3,6 mld € | 8,5% |
| Informatica ed Elettronica di consumo | +6% | 9,5 mld € | 45% |
| Abbigliamento | +5% | 6,6 mld € | 15,5% |
| Food & Grocery | +5% | 5,1 mld € | 12,0% |
| Arredamento & Home Living | +5% | 4,9 mld € | 11,5% |
Fonte: Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano, dati 2026. Per la quota di mercato tranne il dato sull’elettronica di consumo presente nella ricerca dell’osservatorio eCommerce, si tratta di elaborazione del team E-development realizzato dividendo il valore di ciascun settore per il totale di mercato.
Domande frequenti sui settori ecommerce in Italia
Quanto vale l’ecommerce in Italia nel 2026?
Secondo l’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm–Politecnico di Milano, nel 2026 gli acquisti online di prodotto valgono 42,6 miliardi di euro, il 6% in più rispetto al 2025. Se si sommano anche i servizi, il totale sale a 66,6 miliardi di euro.
Qual è il settore ecommerce che cresce di più in Italia?
È il Beauty & Pharma, che comprende farmacie online e cosmetica. Nel 2026 cresce dell’8% e raggiunge un valore di 3,6 miliardi di euro, più della media del mercato.
Qual è la quota dell’ecommerce sul commercio tradizionale?
Nel 2026 gli acquisti online di prodotto rappresentano l’11,5% dei consumi retail complessivi, cioè online più offline, rispetto al 10,7% del 2024. La crescita è lenta ma costante.
Qual è il settore più grande dell’ecommerce italiano?
È l’Informatica ed Elettronica di consumo, con 9,5 miliardi di euro di vendite online. È anche il settore più digitalizzato: il 45% dei suoi consumi avviene già online.
Quali caratteristiche rendono un settore adatto all’ecommerce?
Funzionano meglio i prodotti ad acquisto ricorrente, con una marginalità superiore al 20% e di brand conosciuti. Contano anche il prezzo, che deve essere competitivo rispetto al negozio fisico, e i costi di spedizione, che conviene tenere sotto il 6% del valore dell’ordine.
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