Il Bilancio di un Ecommerce: Voci di Costo e di Ricavi

Il Bilancio di un Ecommerce: Voci di Costo e di Ricavi

Il Bilancio di un Ecommerce: Voci di Costo e di Ricavi

Analizzare il Bilancio di un Ecommerce rappresenta una delle basi essenziali per una corretta gestione Aziendale.

L’ecommerce, e le Start Up ancora più che le aziende Retail, necessitano di formule più o meno complesse di controllo di Gestione. Per questo nei 10 anni di esperienza nella consulenza ecommerce ho cercato di capire e definirne il Conto economico. Il Bilancio di un Ecommerce è uno dei Numeri Chiave  per valutare un negozio online.

1.Ricavi e Fatturato.

Spesso nel analizzare gli ecommerce si genera un disallineamento determinato dalla valutazione tra fatturato e ricavi. A livello teorico la differenza è sottile.
I ricavi sono gli incassi di competenza di un periodo, mentre il fatturato è il valore delle fatture emesse. I due dati non necessariamente coincidono perché accade che il pagamento viene leggermente differito. Nelle vendite online lo scostamento avviene con i pagamenti in contrassegno o in bonifico (circa il 10% del totale Fatturato).

Tutti i dati di fatturato sono IVA Esclusa. …..ovvio no? Ma vi assicuro che non sempre è così scontato.

Un altro indicatore che viene analizzato, soprattutto nei marketplace e negli ecommerce di servizi (Booking online, servizi turistici, assicurazioni, servizi di petsitter, ecc.) è il volume d’affari. Nei Marketplace i Ricavi rappresentano una percentuale del volume d’affari corrispondente alla fee che viene attribuita alla società ecommerce o al marketplace per i servizi offerti.

 

2.La Struttura delle voci di Costo.

Quali sono le voci di costo di un ecommerce e come possono essere classificate? Senza stravolgere la struttura delle imprese tradizionali, ma rivedendola ho distinto i costi tra 2 categorie:

  1. Costi Diretti, ossia quelli direttamente e oggettivamente imputabili ad ogni singola vendita
  2. Costi Indiretti, quelli che è possibile attribuire ad una vendita solo attraverso un criterio soggettivo di ripartizione

2.1 I Costi Diretti.

Nel conto Economico di un ecommerce “puro” (che vende prodotti e non servizi) le voci di costo dirette sono 3.

  1. Il costo del Venduto. Sono i prodotti che vengono venduti dal sito ecommerce (ad esempio i vestiti, le scarpe, gli alimenti). Il costo da riportare nel conto economico è quello di ACQUISTO dai produttori o distributori senza IVA.
  2. Spese di Spedizione. Sono i costi che riguardano la spedizione attraverso gli operatori di logistica (GLS; Bartolini, ecc.). Sono esclusi tutti i costi di logistica che riguardano la gestione del magazzino (spese del personale presente in magazzino, imballaggi, ecc.).
  3. Transaction fee. Rappresentano le commissioni che Paypal o le banche richiedono su ogni transazione online. La percentuale di questo costo oscilla tra 1,5% (best case) e 2,3% (worst case).

 

2.2 I Costi Indiretti.

Anche per i costi indiretti la struttura può essere più o meno articolata. Nelle nostre esperienze siamo riusciti a clusterizzarli in 3 macro-categorie.

  1. Costi in Advertising. Rientrano tutti i costi pubblicitari sia online (comparatori di prezzo, Google Adwords, remarketing, Affiliation marketing, ecc.) che offline (pubbliche relazione, partecipazione ad eventi, pubblicità su Radio, televisione, ecc.)
  2. Costi del personale, sia i dipendenti (a tempo determinato, indeterminato, part time, ecc.) che i consulenti appartenenti a tutte le aree aziendali (Management, Marketing, Amministrazione, Logistica, ecc.)
  3. Costi Generali. Tutti i restanti costi tra i quali rientrano i canoni di locazione di uffici e magazzini, utenze (Luce, acqua e Telefonia, gas), Viaggi e trasferte, ecc.

 

3. EBIDTA e Gross Margin.

A completamento di questa prima, semplice panoramica sulla struttura del conto economico di un ecommerce diamo un’occhiata ai 2 principali indicatori di efficienza economica.

  1. GROSS MARGIN o primo margine. In esperienze dirette mi è capitato di verificare 2 differenti modi di analizzare e valutare il gross margin. Alcuni lo considerano la differenza tra Ricavi e Costo del venduto (1° Livello) e altri Ricavi – totale dei Costi Diretti (costo del venduto + Costi di Spedizioni + Transaction fee).

Il Gross Margin misura la marginalità dell’azienda e più in generale del settore merceologico.  Differisce molto tra comparti economici. Si va dal 5% di chi distribuisce elettronica di consumo, al 60/70% di produttori nel settore della cosmetica o del food che decidono di avere l’ecommerce come unico canale di distribuzione dei propri prodotti.

  1. EBIDTA o Utile di Esercizio. E’ la differenza tra i Ricavi e tutti i Costi (sia Diretti che indiretti).  E’ un dato, che assume molta importanza per gli analisti finanziari (più dell’utile) perché permette di vedere chiaramente se l’azienda è in grado di generare ricchezza tramite la gestione operativa, escludendo, quindi, gli interventi fatti dagli amministratori dell’azienda (ammortamenti e accantonamenti, ma anche la gestione finanziaria) che non sempre danno una visione corretta dell’andamento aziendale.

Nei prossimi appuntamenti approfondiremo quali sono le Percentuali delle singole voci di costo di un ecommerce di successo, per capire come strutturare i costi del nostro ecommerce.

Se vuoi saperne di più sul conto economico di un ecommerce contattami.

Massimiliano Masi

 

 


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